Libri · Recensioni

La Terra delle Storie – L’Avvertimento dei Grimm

9788817086288_0_0_1564_40Eccoci al terzo appuntamento con la serie di libri de La Terra delle Storie. Dopo aver visto Alex e Conner finire nel Mondo delle Fiabe per sbaglio ne L’Incantesimo del Desiderio e successivamente tornarci per cercare di salvare la loro mamma ne Il Ritorno dell’Incantatrice, in questo terzo libro i gemelli hanno a che fare con un avvertimento lasciato dai fratelli Grimm, riguardante il pericolo imminente che grava sulla Terra delle Storie: la Grande Armata francese si trova bloccata da duecento anni in un portale magico ed è diretta nella Terra delle Storie per conquistarla. Ancora una volta, sarà compito di Alex e Conner salvare quella magica terra in compagnia dei loro ormai numerosi amici.

Differentemente da quanto avviene nei volumi precedenti, il ritmo de L’Avvertimento dei Grimm risulta essere molto più serrato. Avvengono tante cose nelle 569 pagine di cui si compone e questo avviene a ruota. Ogni avvenimento, ogni azione, scatena quello successivo e così via. Ed è stato proprio questo che ha fatto sì che io mi sentissi letteralmente travolta da questo libro, così tanto che l’ho letto in appena un paio di giorni – e più della metà nella sola giornata di domenica. Sono stata risucchiata dalle vicende cui mi sono trovata dinanzi, staccandomi quasi a fatica dalle pagine, anche quando gli occhi mi imploravano di prendere una pausa dalla lettura febbrile.
Il mondo della Terra delle Storie si è approfondito ancora una volta in questo terzo volume e i suoi personaggi sono cresciuti, riga dopo riga, proprio sotto i miei occhi: i gemelli Bailey sono ormai adolescenti, Jack e Riccioli d’Oro si sono sposati, Ranocchietto e Cappuccetto Rosso sono sempre più legati. E, al tempo stesso, si è evoluta anche la narrazione. Infatti, se nei primi due volumi ci si mantiene su livelli prettamente infantili, questo terzo libro assume sfumature più scure e audaci. Non c’è più un solo Grande Cattivo da sconfiggere, come avviene nelle fiabe classiche, oppure una lista di oggetti da raccogliere per azionare un incantesimo o costruire una bacchetta magica: qui ci si trova davanti ad un’armata di soldati, pronta a scatenare un conflitto per conquistare la Terra delle Storie; ci si trova davanti a vere e proprie strategie di guerra, dalla ricerca degli alleati al numero esatto di persone da far scendere in battaglia; ci si trova davanti a segreti rimasti nell’ombra troppo a lungo, che potrebbero cambiare per sempre la vita dei personaggi.

Impossibile non consigliarvi anche questo terzo libro, ovviamente dopo aver letto i precedenti.

VOTO: ★★★★★

Libri · Recensioni

Quando l’amore nasce in libreria

Oggi, in questa domenica pomeriggio di metà maggio, sono qui sul mio blog per parlarvi dell’ultimo libro che ho letto e che ho terminato durante la settimana che sta finendo con questa giornata calda e soleggiata – almeno da quello che vedo dalla mia finestra, dato che non ho ancora messo il naso fuori di casa e non ho nemmeno l’idea di farlo.

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Quando l’amore nasce in libreria racconta la storia della Nightingale Books e dei suoi clienti, ognuno dei quali ha la propria storia alle spalle. Ma la libreria è in pericolo: dopo la morte del proprietario Julius, sua figlia Emilia scopre che il padre ha accumulato una serie di debiti senza fine nella gestione del negozio e la tentazione di cedere l’attività a Ian Mendip, un impresario che ha intenzione di realizzare un complesso condominiale al suo posto, è davvero forte.

“Quindi era per quel motivo che a gente leggeva. Perché i libri spiegavano le cose – come pensavi, come ti comportavi – e ti facevano capire che non eri l’unico a fare quello che facevi o provare quello che provavi”.

I personaggi che si incontrano durante la storia sono quanto di più differente si possa mai immaginare ma, a discapito di tutto, sono accomunati dalla passione per la lettura: c’è chi legge romanzi rosa e chi invece preferisce i libri di cucina, chi non ha mai letto in vita sua e si lascia guidare nella scelta del primo libro da Emilia, chi è cliente di vecchia data e chi lo sta per diventare a breve. Alla fine, però, i veri protagonisti del libro sono i libri che, con la loro magia, sono lì quando se ne ha più bisogno, sia che si tratti di svagarsi per un paio di ore al giorno, sia che si tratti di tentare di fuggire dalla vita reale, fattasi troppo pesante da sopportare.

“Perché per ogni dolore, ogni dubbio, per ogni momento difficile esiste il libro giusto. Un libro che ti può salvare. Un libro che può farti trovare l’amore”.

Ci troviamo di fronte ad un libro che celebra il magico potere dei libri, punto. E alla Nightingale Books – così come in qualsiasi altra libreria del mondo, del resto – c’è un libro che aspetta solo di essere scelto e aiutare chi ne ha bisogno.

VOTO: ★★★★ ½

Preferiti del mese

Preferiti del mese | Aprile 2017

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Ancora una volta, eccomi sul blog per l’appuntamento mensile con i preferiti del mese.

Canzone del mese?

“Sometimes people leave you
Halfway through the wood”

Siccome i musical sono da sempre un mio “punto debole”, la canzone di questo mese è No One Is Alone tratta da Into The Woods.

Film del mese?

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Ci sono tanti film nella mia lista che devo ancora vedere, soprattutto film musicali e Into The Woods era uno di quelli. E, siccome è stato uno degli unici due film che ho visto nel mese di aprile, lo scelgo come quello del mese.

Serie TV del mese?

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Dato che mi ha portato a fare un pesante binge watching – 13 episodi in poco più di 24 ore – , 13 Reasons Why è la mia scelta di questo mese. Ho letto il libro alcuni anni fa e questo adattamento targato Netflix è senza dubbio la cosa migliore che potesse mai capitargli. Se volete saperne di più, qui trovate la mia recensione.

Personaggio del mese?

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Jughead Jones di Riverdale perché, silenziosamente, si è guadagnato un posticino nel mio cuore. E poi gliene capita sempre una e deve essere protetto ad ogni costo. *sparge cuori ovunque*

Libro del mese?

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Al contrario del mese precedente, durante aprile ho letto molto poco. Solo due libri, di cui uno ancora da terminare. Ed è proprio sul secondo che ricade la mia scelta di eleggerlo a libro del mese. Quando l’amore nasce in libreria è un libro sul potere dei libri, che mi ha preso fin dalle primissime righe perché, come non innamorarsi di un libro che parla di libri e di come questi influiscano sulle persone? Impossibile.

Citazione del mese?

“C’è un libro per ogni persona, anche se non lo sa. Un libro che ti entra dentro e ti prende l’anima”.
(Veronica Henry – Quando l’amore nasce in libreria)

Ship del mese?

Per questo giro, vado sul classico: Danny e Sandy di Grease… MA CHE VE LO DICO A FARE.

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Libri · WWW Wednesday

WWW Wednesday | Maggio 2017

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Come avviene da qualche mese a questa parte, essendo il primo mercoledì del mese è arrivato il momento del WWW… Wednesday! e, siccome di solito non lo faccio mai, per allungare un po’ il post – che questa settimana è abbastanza scarno perché non ho letto molto nell’ultimo mese – ricordo velocemente di cosa si tratta:

WWW Wednesday è una rubrica del mercoledì ideata dal blog Should Be Reading che ha lo scopo di riportare le letture concluse, le letture in corso e le letture future. Dare vita alla rubrica è davvero facile perché tutto quello da fare è rispondere a tre semplici domande:

1. What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?

2. What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?

3. What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?


What are you currently reading?

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Trama: In un paesino vicino a Oxford si nasconde un posto speciale. È una piccola libreria dove gli scaffali arrivano fino al soffitto e pile di libri occupano ogni angolo disponibile. Emilia è cresciuta qui, e tra le pagine di Madame Bovary e una prima edizione di Emma ha imparato che i libri possono anche curare l’anima. È proprio questo che suo padre ha fatto per tutta la sua vita, e ora è compito di Emilia: aiutare i suoi clienti grazie ai libri. Ma adesso la libreria è in pericolo. I conti non tornano, e un uomo d’affari senza scrupoli vorrebbe costruire qui degli appartamenti di lusso. La tentazione di vendere è enorme, ma Emilia deve tenere fede alla promessa che ha fatto al padre. Grazie alle parole di Camus, Salinger, Burgess e Kerouac, forse riuscirà a trovare la chiave per risolvere i suoi problemi. Manca solo quella per aprire il suo cuore…


What did you recently finish reading?

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Trama: La sera in cui la quindicenne Clary e il suo migliore amico Simon decidono di andare al Pandemonium, il locale più trasgressivo di New York, sanno che passeranno una nottata particolare ma certo non fino a questo punto. I due assistono a un efferato assassinio a opera di un gruppo di ragazzi completamente tatuati e armati fino ai denti. Quella sera Clary, senza saperlo, ha visto per la prima volta gli Shadowhunters, guerrieri, invisibili ai più, che combattono per liberare la Terra dai demoni. In meno di ventiquattro ore da quell’incontro la sua vita cambia radicalmente. Sua madre scompare nel nulla, lei viene attaccata da un demone e il suo destino sembra fatalmente intrecciato a quello dei giovani guerrieri. Per Clary inizia un’affannosa ricerca, un’avventura dalle tinte dark che la costringerà a mettere in discussione la sua grande amicizia con Simon, ma che le farà conoscere l’amore.

Se volete leggere la mia recensione, cliccate qui.


What do you think you’ll read next?

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Trama: Conner Bailey crede che le sue avventure nel Mondo delle Fiabe siano terminate, finché non scopre un indizio misterioso lasciato dai fratelli Grimm. Con l’aiuto della sua amica Bree e della stravagante Mamma Oca, parte in missione attraverso l’Europa per decifrare un avvertimento che risale a duecento anni fa. Intanto sua sorella Alex si sta allenando per diventare Fata Madrina, ma esaudire i desideri altrui non è affatto semplice. Quando la minaccia incombe di nuovo sulla Terra delle Storie, Conner e Alex devono unirsi a tutti i re e le regine per salvare il Mondo delle Fiabe. Ma non c’è niente che possa preparare davvero i gemelli alla battaglia in arrivo… né al segreto che cambierà per sempre la loro vita.


Per questo mese è tutto… Ci vediamo il primo mercoledì del prossimo mese! 😉

Libri · Recensioni

Shadowhunters – Città di Ossa

Come annunciato nel mio WWW… Wednesday! di inizio mese, mi sono finalmente addentrata nel mondo dei Cacciatori di demoni creato da Cassandra Clare leggendo Città di Ossa. Era dai tempi in cui uscì il film con protagonisti Lily Collins e Jamie Campbell Bower che volevo farlo e, seppure con qualche anno di ritardo, sono giunta al momento fatidico in cui l’intenzione diventa azione.

citt__20di20ossaClary ha quasi 16 anni e, durante una serata in discoteca con il suo migliore amico Simon, scopre l’esistenza degli Shadowhunters, guerrieri che combattono per liberare la Terra dai demoni. Nemmeno ventiquattr’ore dopo, la sua esistenza viene del tutto sconvolta: sua madre viene rapita e lei viene attaccata da un demone, mentre la sua vita finisce per intrecciarsi inevitabilmente a quella dei Cacciatori di demoni.

Conoscendo già le vicende di questo primo capitolo grazie al film e alla serie tv – che guardo sempre con piacere nonostante le numerose critiche che si becca ad ogni episodio – , a livello di trama sapevo già cosa aspettarmi, quindi nulla da dire su questo punto. A livello di lettura, invece, la situazione è stata molto altalenante: ci sono volute circa un centinaio di pagine prima che la storia cominciasse ad ingranare, dopodiché è filato tutto liscio per un paio di capitoli… E poi, di nuovo, è stato tutto molto lento fino alla fine della storia. I personaggi sono abbastanza stereotipati e piatti, ma al momento non me ne lamento perché 1) si tratta di una lettura per adolescenti/giovani adulti e quindi va bene anche così e 2) spero che l’autrice si sia presa del tempo per farlo nei libri successivi. L’ultimo appunto negativo riguarda i capitoli che, stando ai miei personali gusti, erano quasi tutti troppo lunghi oppure non divisi alla meglio.

VOTO: ★★★

Libri · Recensioni · Serie TV

13 Reasons Why

Eccomi ancora una volta a parlare di una nuova serie targata Netflix, la quale mi ha tenuto compagnia per tutto lo scorso weekend con un binge watching abbastanza pesante (sto parlando di 13 episodi in poco più di ventiquattr’ore).

Ciao a tutti, ragazze e ragazzi. Qui è Hannah Baker. Dal vivo e in stereofonia. Niente rimpatriate. Niente bis. E stavolta, neppure una richiesta. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette, è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori… Ve lo prometto.


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(Tredici da noi in Italia) racconta dell’adolescente Clay Jansen che, al ritorno a scuola, trova davanti alla porta di casa una scatole da scarpe contenente sette audiocassette, sulle quali sono stati registrati i tredici motivi (due motivi per ogni audiocassetta) che hanno spinto la sua amica Hannah Baker a suicidarsi. Per quanto mi riguarda, conosco la storia dal 2013, anno in cui ho letto il libro omonimo su cui la storia si basa. La mia gioia nel poter finalmente vederne un adattamento non ve la sto neanche a spiegare.
Seppure con alcune divergenze, sia il libro che la serie tv sono due ottimi prodotti che fanno riflettere sul tema sempre attuale del bullismo e delle sue gravi conseguenze. In particolare, è stato interessante vedere come ciò che può essere considerata una stupidaggine assuma spessore se collocata in un determinato contesto. Hannah viene screditata, additata come una ragazza facile e tanto altro… E ogni cosa si somma alla precedente, creando un buco nero che la risucchia, finché togliersi la vita sembra essere l’unica situazione plausibile.

Sai solo quello che succede nella tua vita, non in quella degli altri. E quando danneggi una parte della vita di qualcuno, non danneggi solo quella parte. Purtroppo non puoi essere preciso e selettivo. Quando danneggi una parte della vita di qualcuno, stai danneggiando tutta la sua vita. Tutto… Influenza tutto.

Il ritmo della narrazione non è serrato, anzi. Tutto scorre con tranquillità, tracciando il quadro completo che il suicidio di Hannah ha lasciato dietro di sé: i Baker che cercano giustizia per la figlia, il comportamento dei ragazzi che hanno già avuto modo di ascoltare le cassette, il percorso di Clay alla scoperta dei tredici motivi. Rispetto al libro, che si limita a raccontare solo di Clay ed Hannah, il panorama è decisamente più ampio.
Ho trovato spaventoso il modo in cui, soprattutto nelle prime puntate, le false dicerie riguardo Hannah si diffondono a macchia d’olio per tutta la scuola. Sono state queste, in primis, che l’hanno portata ad allontanarsi sempre di più dagli altri, in egual misura al modo in cui gli altri si sono allontanati da lei per colpa di esse. A qualcuno è importato, ma non abbastanza… E questa è, purtroppo, la dura verità contro la quale ci si ritrova a sbattere la faccia una volta arrivati alla fine della storia.

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Mi sento in dovere di consigliare sia il libro che la serie tv, perché rientrano in quella categoria di cose incapaci di lasciarti indifferente. Avrete da pensare, arrivati alla fine.
Concludo il post con quella che si può considerare un’informazione di servizio: sul sito change.org è stata lanciata una petizione per la visione della serie nelle scuole. Se volete diventare sostenitori, o anche solo saperne di più a riguardo, la trovate qui.

 

 

Recensioni · Serie TV

Marvel’s Iron Fist

Dopo Daredevil, Jessica Jones e Luke Cage – che ancora non ho avuto il piacere di “conoscere” aka non ho ancora visto – , nella giornata del 17 marzo scorso, è approdato su Netflix anche l’ultimo componente del quartetto dei Defenders, ovvero Iron Fist. Rispetto agli altri, di cui conoscevo la storia a grandi linee ancor prima di iniziare la rispettiva serie, Danny Rand & Co. erano perfetti sconosciuti per me e devo confessare che sono stata molto felice di fare la loro conoscenza.

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Per chiunque non sapesse di cosa sto parlando, vi riassumo la trama in poche righe: Danny Rand, dopo essere sparito dalla circolazione per 15 anni a seguito di un incidente aereo in cui ha perso i genitori, torna a New York con locandina64l’intenzione di riprendere in mano l’azienda di famiglia, la Rand Enterprise, e di combattere il crimine grazie alla sua spiccata maestria nell’arte del kung-fu e la capacità di evocare il potere del Pugno d’acciaio. Questo è ciò che avviene nelle 13 puntate al momento disponibili. Se volete saperne di più, Netflix – oppure lo streaming illegale – è pronto a darvi ulteriori risposte.

La prima cosa che si nota guardando Iron Fist è senza dubbio l’atmosfera, che è molto più leggera rispetto alle altre serie già citate. Insomma, fin dal primi minuti della storia abbiamo un mezzo hippy, con la barba incolta, sporco e senza scarpe che vaga per New York come se fosse appena arrivato nel Paese dei Balocchi… Che tutto sia più leggero mi sembra una cosa più che logica. Ma questo si nota anche procedendo con la visione: non c’è il tormento che si ritrova in Daredevil, che lotta continuamente con se stesso perché il confine tra bene e male è sempre più sottile; o quello che viene evidenziato in Jessica Jones, rimasta per troppo tempo succube di Killgrave e ancora spaventata e segnata dall’esperienza avuta. Ci tengo a precisare che questo non è un male, perché al mondo non possono esserci sempre e solo personaggi tormentati e complicati. Iron Fist è una boccata di aria fresca nella collaborazione tra Netflix e Marvel, credetemi.

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Se il tono più leggero della serie non è stato un male, non posso però dire lo stesso del ritmo incostante degli episodi. In alcuni c’era troppo e in altri troppo poco e, chiaramente, i secondi si sono rivelati lenti e noiosi rispetto ai primi. Gli avvenimenti potevano essere distribuiti in maniera più equa nell’arco narrativo a disposizione, in modo da non sovraccaricare il pubblico di informazioni in una sola puntata e lasciarlo completamente a secco in quella dopo.

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Un altro punto a sfavore sono i personaggi, anche questi non gestiti alla meglio. Danny è divertente, ma a tratti poco interessante – sembra quasi di guardare di una puntata di Orange is the New Black, dove tutti sono più interessanti e simpatici e utili del protagonista della serie – ; Claire è troppo sempre presente e tutto quello che fa ogni volta che apre bocca è ricordarci quanto ne abbia abbastanza di gente intenzionata a combattere il crimine; Jeri Hogart è messa lì a casaccio per un paio di puntate, senza far capire in che modo è legata ai Rand e cos’è successo quando era tirocinante presso la Rand Enterprise. Fortunatamente non tutti subiscono questa spiacevole sorte e mi riferisco ai Meachum, a Madame Gao e a Colleen. Loro sì che sono ben sfruttati e ben caratterizzati, tant’è che mi sono profondamente innamorata di Ward, ma questa è un’altra storia e non ve ne parlerò qui.

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Seppur riconoscendo che poteva essere fatto di meglio visto il tempo e il materiale a disposizione, promuovo Iron Fist come serie. Spero che i punti deboli messi in evidenza vengano attenuati nelle stagioni successive e che i personaggi vengano utilizzati un po’ meglio. E, per tutti quelli che hanno detto che la serie fa schifo, Ward Meachum sends his regards:

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