Libri · Recensioni

La Terra delle Storie – L’Odissea di un Autore

Quinto e penultimo – se solo ci penso già mi piange il cuore – viaggio nella Terra delle Storie. Siamo ormai giunti al giro di boa e L’Odissea di un Autore lo mette in evidenza senza alcuna vergogna, tirando le redini di tutte le questioni ancora aperte dai libri precedenti.

la-terra-delle-storie-lodissea-di-un-autore-everpopIl mondo delle fiabe è completamente allo sbaraglio dopo che l’Uomo Mascherato e il suo esercito letterario l’hanno invaso, seminando terrore e morte in ogni Regno. Proprio per questo Alex e Conner si rimboccano le maniche per l’ennesima volta e, grazie alla Pozione Portale della nonna, viaggiano attraverso le storie brevi di Conner per reclutare i loro protagonisti e convincerli ad aiutarli a salvare la Terra delle Storie. E, se nell’Altromondo, i gemelli Bailey sono occupati ad uscire da una storia per entrare in quella successiva, tutto il resto non resta di certo statico: le streghe stanno ultimando i preparativi per lanciare una maledizione su Alex, Emmerich viene rapito e Bree, in compagnia delle Sorelle Grimm, tenta di rintracciarlo… Tutto questo mentre sta per aprirsi un portale nel bel mezzo di New York che collega la Terra delle Storie e l’Altromondo.

Prima di perdermi a parlare di quello che c’è dentro al libro, vorrei sottolineare che l’ho letto in lingua originale dato che 1) non sono riuscita a reperire l’ebook in italiano e 2) ho trovato quasi per caso tutti i libri della serie in formato elettronico e in lingua inglese. E confesso che non avrei potuto compiere una scelta migliore, perché l’ho davvero adorato. Che poi sono certa che l’avrei adorato a prescindere in qualunque lingua, perché questa serie mi sta piacendo davvero troppo e non c’è attimo in cui mi penta di averla iniziata. Anzi, vorrei che mi cancellassero la memoria solo per rileggerla da capo e innamorarmene di nuovo.

“Traveling into the short stories had been all Conner could think about since he’d first had the idea. Naturally, the circumstances to warrant the trip were terrible, but he still felt the luckiest author in the world. Who else got to visit the worlds and meet the people that existed only in their imagination?”

Fatto della lingua a parte, quello che c’è dentro al libro è fenomenale: Alex e Conner viaggiano quasi senza sosta nelle storie brevi di quest’ultimo, vivendole in prima persona. Cioè, capite? Questi due ragazzini vivono il sogno di ogni lettore di fronte al proprio libro preferito e io li ho invidiati terribilmente. Le cose però non finisco qui, perché il viaggio che affrontano nelle storie brevi di Conner è, allo stesso tempo, anche un viaggio nella sua mente, che si snoda tra ciò che ha vissuto e chi ha incontrato fino a quel momento. E tutto questo mi ha fatto andare in brodo di giuggiole: c’è un motivo se ha scritto ciò che ha scritto, nulla è stato lasciato al caso.

“I learned a lot about you from your writing, possibly more than you intended to share. Perhaps as you look through your stories again, you’ll learn a thing or two about yourself”.

Ormai attendo solo di mettere le mani sull’ultimo capitolo della serie, Worlds Collide, uscito lo scorso 11 luglio… Dopodiché cadrò in depressione una volta arrivata alla fine.

VOTO: ★★★★★

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La Terra delle Storie – Oltre i Regni

A seguito dell’enorme cliffhanger con cui si conclude L’Avvertimento dei Grimm, non ho potuto far a meno di ritrovarmi a leggere il quarto volume della serie a pochissima distanza dal precedente perché avevo bisogno di risposte. La voglia di sapere cosa sarebbe accaduto poi era così immensa che, per poco, non sono andata su Google a spoilerarmi ogni singola cosa. Fortunatamente – e anche molto stranamente – ho resistito alla tentazione, preferendo formulare ipotesi nella mia testa… Ipotesi che poi, nella maggior parte dei casi, si sono rivelate essere giuste.

coverIn questo quarto libro, Alex e Conner sono costretti a viaggiare letteralmente oltre i regni per inseguire l’Uomo Mascherato, intenzionato a reclutare tutti i cattivi della letteratura – la Malvagia Strega dell’Ovest, Capitan Uncino e la Regina di Cuori, tanto per fare dei nomi – per formare un esercito con cui distruggere la Terra delle Storie. Servendosi della Pozione Portale, la quale trasforma ogni libro su cui si versa in un portale per il mondo contenuto all’interno delle sue pagine, i gemelli tenteranno il tutto per tutto per raggiungere e fermare l’Uomo Mascherato.

Come già detto in precedenza, ho letto il libro a poca distanza dal suo predecessore e, a mente fredda – ho aspettato più di una settimana per scrivere questa mia recensione – credo che questo sia stato un punto a sfavore per il mio indice di gradimento. Non che non lo abbia apprezzato ma, rispetto agli altri, me lo sono goduto un po’ meno.
La storia riparte pochi mesi dopo la fine de L’Avvertimento dei Grimm: la Terra delle Storie deve ancora riprendersi dalla guerra contro la Grande Armata, Alex siede a capo del Consiglio delle Fate e, sempre lei, risulta essere la più sconvolta dalla rivelazione finale del volume precedente. Ed è così scossa che non riesce più a controllare i suoi poteri, proprio come è successo per l’Incantatrice – di cui si parla già ampiamente ne Il Ritorno dell’Incantatrice. Ma non c’è tempo da perdere, perché l’Uomo Mascherato sta reclutando il suo esercito e dev’essere fermato prima che sia troppo tardi.

Nel complesso, questo libro è sostanzialmente di passaggio. Dopo una ricca avventura appena conclusa, del resto, non ci si può buttare subito a capofitto in quella successiva. L’intera trama è dedicata al viaggio tra un mondo letterario e l’altro; nessun avvenimento è affrettato e tutto scorre con il giusto ritmo. Ogni capitolo diventata un piccolo dettaglio all’interno di un quadro molto più grande, i cui contorni sono stati appena delineati con questo libro. E, conoscendo a grandi linee le trame dei successivi volumi, quei contorni verranno resi più spessi e riempiti di vividi colori fino ad ottenere l’immagine completa in ogni sua parte.

VOTO: ★★★★

 

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Carry On

carry-onSimon Snow è un mago decisamente poco abile; non riesce a fare magie come dovrebbe e il potere di cui è in possesso è talmente tanto e talmente potente che il ragazzo non riesce né a controllarlo né ad incanalarlo nella giusta direzione, tant’è che, quando ci prova, finisce per esplodere. Allo stesso tempo, Simon Snow è anche conosciuto come il Prescelto, ovvero colui che dovrebbe essere in grado di sconfiggere il Tedio Insidioso, la più grande minaccia che assilla il mondo magico da ormai diversi anni. E, per tutto il libro, insieme a Penelope, Agatha e il suo improbabile compagno di stanza Baz, andrà alla ricerca di un modo per sconfiggerlo e liberare la comunità magica dai buchi di nulla che il Tedio crea, risucchiando tutta la magia presente in una determinata zona.

Sono venuta a conoscenza del libro per puro caso, leggendo una recensione proprio qui su WordPress. Non ricordo con esattezza di quale blog si trattasse, quindi mi scuso se non lo nomino esplicitamente in questo mio post. Dimenticanza a parte, durante la lettura di tale recensione, il libro mi è stato presentato come bello, interessante e capace di trattenere il lettore con gli occhi incollati alle pagine, ma devo ammettere di essere rimasta un po’ delusa. Mi spiego meglio: allora, il libro mi è piaciuto – altrimenti non l’avrei terminato – ma le mie aspettative hanno finito per dimostrarsi troppo alte rispetto a quello cui mi sono ritrovata davanti. L’utilizzo dei PoV in prima persona singolare e la narrazione in media res mi hanno reso difficile entrare nella storia, soprattutto nei primi capitoli. Mancavano ovviamente dei pezzi al puzzle completo degli eventi e più andavo avanti, più mi sentivo confusa e poco propensa ad andare avanti. Fortunatamente poi le vicende hanno ingranato e sono riuscita a continuare il libro senza più problemi.
Un’altra cosa che aveva attratto la mia attenzione, era la presenza di una storia d’amore tra due ragazzi. Sempre facendo riferimento alla stessa recensione, sembrava che la ship tra Baz e Simon fosse quasi il fulcro del libro mentre, invece, ho scoperto a mie spese che fa solo da cornice a tutto il resto. Non che insieme non siano carini o altro – quando Baz dice a Simon che guardarlo è come guardare il sole mi sono sciolta come un cubetto di ghiaccio sul termosifone acceso, awh – , ma vengono un po’ eclissati da tutte le altre vicende che accadono a loro e intorno a loro. Anche su questo versante mi aspettavo decisamente di più, lo confesso.

Mettendo da parte i punti che non mi hanno convinta del tutto – e che hanno influito abbastanza sul mio giudizio finale – , passo ora a ciò che invece promuovo: lo stile di scrittura e la trama. Per quanto riguarda il primo, fin dall’inizio della storia sono rimasta colpita positivamente dal modo in cui venivano raccontati i fatti… Due o tre frasi e tutto era lì, pronto a prendere forma propria nella mia mente. Non servivano lunghe descrizioni dei personaggi o dei luoghi, un paio di frasi erano più che sufficienti perché io riuscissi a figurarmi ogni singola cosa e trovo che questo, quando succede, sia sempre meraviglioso. Inoltre ho adorato la presenza di svariati incisi e puntualizzazioni, tutti quanti posti tra parentesi tonde, molti dei quali piuttosto sarcastici.
Discorso diverso invece per la trama. All’inizio del libro, tutto quello a cui riuscivo a pensare era “Non sembra altro che una copia uscita male di Harry Potter” e, come poi ho constatato su internet, non sono stata l’unica ad avere avuto questa impressione. Immagino che a questo punto vi stiate chiedendo perché reputo la trama un punto da promuovere e la verità è che sì, all’inizio sembra una copia uscita male di Harry Potter ma, andando avanti, si discosta sempre di più dalle vicende del maghetto inglese più famoso del mondo per diventare qualcosa che, alla fine, si è rivelato in grado di stupirmi e lasciarmi a bocca aperta. Mai e poi mai mi sarei immaginata la stretta connessione presente tra le varie parti della storia che vengono introdotte poco alla volta, pagina per pagina. Nel complesso, per com’era cominciato tutto, non mi sarei mai aspettata di arrivare a quel finale… Per questo reputo che la trama sia un punto a favore del libro.

Questo è quanto ho da dirvi di mio su Carry On di Rainbow Rowell. E sono certa che, prima o poi, leggerò anche altro di questa autrice – Fangirl in primis, dato che è nella mia lista di libri da leggere da anni, ormai.

VOTO: ★★★

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La Terra delle Storie – L’Avvertimento dei Grimm

9788817086288_0_0_1564_40Eccoci al terzo appuntamento con la serie di libri de La Terra delle Storie. Dopo aver visto Alex e Conner finire nel Mondo delle Fiabe per sbaglio ne L’Incantesimo del Desiderio e successivamente tornarci per cercare di salvare la loro mamma ne Il Ritorno dell’Incantatrice, in questo terzo libro i gemelli hanno a che fare con un avvertimento lasciato dai fratelli Grimm, riguardante il pericolo imminente che grava sulla Terra delle Storie: la Grande Armata francese si trova bloccata da duecento anni in un portale magico ed è diretta nella Terra delle Storie per conquistarla. Ancora una volta, sarà compito di Alex e Conner salvare quella magica terra in compagnia dei loro ormai numerosi amici.

Differentemente da quanto avviene nei volumi precedenti, il ritmo de L’Avvertimento dei Grimm risulta essere molto più serrato. Avvengono tante cose nelle 569 pagine di cui si compone e questo avviene a ruota. Ogni avvenimento, ogni azione, scatena quello successivo e così via. Ed è stato proprio questo che ha fatto sì che io mi sentissi letteralmente travolta da questo libro, così tanto che l’ho letto in appena un paio di giorni – e più della metà nella sola giornata di domenica. Sono stata risucchiata dalle vicende cui mi sono trovata dinanzi, staccandomi quasi a fatica dalle pagine, anche quando gli occhi mi imploravano di prendere una pausa dalla lettura febbrile.
Il mondo della Terra delle Storie si è approfondito ancora una volta in questo terzo volume e i suoi personaggi sono cresciuti, riga dopo riga, proprio sotto i miei occhi: i gemelli Bailey sono ormai adolescenti, Jack e Riccioli d’Oro si sono sposati, Ranocchietto e Cappuccetto Rosso sono sempre più legati. E, al tempo stesso, si è evoluta anche la narrazione. Infatti, se nei primi due volumi ci si mantiene su livelli prettamente infantili, questo terzo libro assume sfumature più scure e audaci. Non c’è più un solo Grande Cattivo da sconfiggere, come avviene nelle fiabe classiche, oppure una lista di oggetti da raccogliere per azionare un incantesimo o costruire una bacchetta magica: qui ci si trova davanti ad un’armata di soldati, pronta a scatenare un conflitto per conquistare la Terra delle Storie; ci si trova davanti a vere e proprie strategie di guerra, dalla ricerca degli alleati al numero esatto di persone da far scendere in battaglia; ci si trova davanti a segreti rimasti nell’ombra troppo a lungo, che potrebbero cambiare per sempre la vita dei personaggi.

Impossibile non consigliarvi anche questo terzo libro, ovviamente dopo aver letto i precedenti.

VOTO: ★★★★★

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Quando l’amore nasce in libreria

Oggi, in questa domenica pomeriggio di metà maggio, sono qui sul mio blog per parlarvi dell’ultimo libro che ho letto e che ho terminato durante la settimana che sta finendo con questa giornata calda e soleggiata – almeno da quello che vedo dalla mia finestra, dato che non ho ancora messo il naso fuori di casa e non ho nemmeno l’idea di farlo.

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Quando l’amore nasce in libreria racconta la storia della Nightingale Books e dei suoi clienti, ognuno dei quali ha la propria storia alle spalle. Ma la libreria è in pericolo: dopo la morte del proprietario Julius, sua figlia Emilia scopre che il padre ha accumulato una serie di debiti senza fine nella gestione del negozio e la tentazione di cedere l’attività a Ian Mendip, un impresario che ha intenzione di realizzare un complesso condominiale al suo posto, è davvero forte.

“Quindi era per quel motivo che a gente leggeva. Perché i libri spiegavano le cose – come pensavi, come ti comportavi – e ti facevano capire che non eri l’unico a fare quello che facevi o provare quello che provavi”.

I personaggi che si incontrano durante la storia sono quanto di più differente si possa mai immaginare ma, a discapito di tutto, sono accomunati dalla passione per la lettura: c’è chi legge romanzi rosa e chi invece preferisce i libri di cucina, chi non ha mai letto in vita sua e si lascia guidare nella scelta del primo libro da Emilia, chi è cliente di vecchia data e chi lo sta per diventare a breve. Alla fine, però, i veri protagonisti del libro sono i libri che, con la loro magia, sono lì quando se ne ha più bisogno, sia che si tratti di svagarsi per un paio di ore al giorno, sia che si tratti di tentare di fuggire dalla vita reale, fattasi troppo pesante da sopportare.

“Perché per ogni dolore, ogni dubbio, per ogni momento difficile esiste il libro giusto. Un libro che ti può salvare. Un libro che può farti trovare l’amore”.

Ci troviamo di fronte ad un libro che celebra il magico potere dei libri, punto. E alla Nightingale Books – così come in qualsiasi altra libreria del mondo, del resto – c’è un libro che aspetta solo di essere scelto e aiutare chi ne ha bisogno.

VOTO: ★★★★ ½

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Shadowhunters – Città di Ossa

Come annunciato nel mio WWW… Wednesday! di inizio mese, mi sono finalmente addentrata nel mondo dei Cacciatori di demoni creato da Cassandra Clare leggendo Città di Ossa. Era dai tempi in cui uscì il film con protagonisti Lily Collins e Jamie Campbell Bower che volevo farlo e, seppure con qualche anno di ritardo, sono giunta al momento fatidico in cui l’intenzione diventa azione.

citt__20di20ossaClary ha quasi 16 anni e, durante una serata in discoteca con il suo migliore amico Simon, scopre l’esistenza degli Shadowhunters, guerrieri che combattono per liberare la Terra dai demoni. Nemmeno ventiquattr’ore dopo, la sua esistenza viene del tutto sconvolta: sua madre viene rapita e lei viene attaccata da un demone, mentre la sua vita finisce per intrecciarsi inevitabilmente a quella dei Cacciatori di demoni.

Conoscendo già le vicende di questo primo capitolo grazie al film e alla serie tv – che guardo sempre con piacere nonostante le numerose critiche che si becca ad ogni episodio – , a livello di trama sapevo già cosa aspettarmi, quindi nulla da dire su questo punto. A livello di lettura, invece, la situazione è stata molto altalenante: ci sono volute circa un centinaio di pagine prima che la storia cominciasse ad ingranare, dopodiché è filato tutto liscio per un paio di capitoli… E poi, di nuovo, è stato tutto molto lento fino alla fine della storia. I personaggi sono abbastanza stereotipati e piatti, ma al momento non me ne lamento perché 1) si tratta di una lettura per adolescenti/giovani adulti e quindi va bene anche così e 2) spero che l’autrice si sia presa del tempo per farlo nei libri successivi. L’ultimo appunto negativo riguarda i capitoli che, stando ai miei personali gusti, erano quasi tutti troppo lunghi oppure non divisi alla meglio.

VOTO: ★★★

Libri · Recensioni · Serie TV

13 Reasons Why

Eccomi ancora una volta a parlare di una nuova serie targata Netflix, la quale mi ha tenuto compagnia per tutto lo scorso weekend con un binge watching abbastanza pesante (sto parlando di 13 episodi in poco più di ventiquattr’ore).

Ciao a tutti, ragazze e ragazzi. Qui è Hannah Baker. Dal vivo e in stereofonia. Niente rimpatriate. Niente bis. E stavolta, neppure una richiesta. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette, è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori… Ve lo prometto.


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(Tredici da noi in Italia) racconta dell’adolescente Clay Jansen che, al ritorno a scuola, trova davanti alla porta di casa una scatole da scarpe contenente sette audiocassette, sulle quali sono stati registrati i tredici motivi (due motivi per ogni audiocassetta) che hanno spinto la sua amica Hannah Baker a suicidarsi. Per quanto mi riguarda, conosco la storia dal 2013, anno in cui ho letto il libro omonimo su cui la storia si basa. La mia gioia nel poter finalmente vederne un adattamento non ve la sto neanche a spiegare.
Seppure con alcune divergenze, sia il libro che la serie tv sono due ottimi prodotti che fanno riflettere sul tema sempre attuale del bullismo e delle sue gravi conseguenze. In particolare, è stato interessante vedere come ciò che può essere considerata una stupidaggine assuma spessore se collocata in un determinato contesto. Hannah viene screditata, additata come una ragazza facile e tanto altro… E ogni cosa si somma alla precedente, creando un buco nero che la risucchia, finché togliersi la vita sembra essere l’unica situazione plausibile.

Sai solo quello che succede nella tua vita, non in quella degli altri. E quando danneggi una parte della vita di qualcuno, non danneggi solo quella parte. Purtroppo non puoi essere preciso e selettivo. Quando danneggi una parte della vita di qualcuno, stai danneggiando tutta la sua vita. Tutto… Influenza tutto.

Il ritmo della narrazione non è serrato, anzi. Tutto scorre con tranquillità, tracciando il quadro completo che il suicidio di Hannah ha lasciato dietro di sé: i Baker che cercano giustizia per la figlia, il comportamento dei ragazzi che hanno già avuto modo di ascoltare le cassette, il percorso di Clay alla scoperta dei tredici motivi. Rispetto al libro, che si limita a raccontare solo di Clay ed Hannah, il panorama è decisamente più ampio.
Ho trovato spaventoso il modo in cui, soprattutto nelle prime puntate, le false dicerie riguardo Hannah si diffondono a macchia d’olio per tutta la scuola. Sono state queste, in primis, che l’hanno portata ad allontanarsi sempre di più dagli altri, in egual misura al modo in cui gli altri si sono allontanati da lei per colpa di esse. A qualcuno è importato, ma non abbastanza… E questa è, purtroppo, la dura verità contro la quale ci si ritrova a sbattere la faccia una volta arrivati alla fine della storia.

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Mi sento in dovere di consigliare sia il libro che la serie tv, perché rientrano in quella categoria di cose incapaci di lasciarti indifferente. Avrete da pensare, arrivati alla fine.
Concludo il post con quella che si può considerare un’informazione di servizio: sul sito change.org è stata lanciata una petizione per la visione della serie nelle scuole. Se volete diventare sostenitori, o anche solo saperne di più a riguardo, la trovate qui.