Music Thursday #04

“I got gloss on my lips, a man on my hips
Got me tighter than my Dereon jeans
Acting up, drink in my cup
I can care less what you think
I need no permission, did I mention?
Don’t pay him any attention
‘Cause you had your turn, but now you gon’ learn
What it really feels like to miss me”

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Recensione | La forma dell’acqua – The Shape of Water

Titolo: La forma dell’acqua – The Shape of Water
Regia: Guillermo del Toro
Anno: 2017
Genere: fantastico, sentimentale, drammatico
Cast: Sally Hawkins, Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg, Octavia Spencer, Nick Searcy, David Hewlett, Lauren Lee Smith, Morgan Kelly
Trama: A causa del suo mutismo, l’addetta alle pulizie Eliza si sente intrappolata in un mondo di silenzio e solitudine, specchiandosi negli sguardi degli altri si vede come un essere incompleto e difettoso, così vive la routine quotidiana senza grosse ambizioni o aspettative. Incaricate di ripulire un laboratorio segreto, Eliza e la collega Zelda si imbattono per caso in un pericoloso esperimento governativo: una creatura squamosa dall’aspetto umanoide, tenuta in una vasca sigillata piena d’acqua. Eliza si avvicina sempre di più al “mostro”, costruendo con lui una tenera complicità che farà seriamente preoccupare i suoi superiori.

Recensione:
Candidato a 13 premi Oscar e vincitore de Il Leone d’Oro per il miglior film alla 74° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il film racconta la storia di Eliza Esposito, una donna affetta da mutismo che lavora come addetta alle pulizie in un laboratorio governativo. La sua condizione la rende schiva verso il resto del mondo, un po’ come se vivesse dentro una bolla e, ad eccezione di lei, gli unici che vi hanno accesso sono la sua collega di lavoro Zelda e l’inquilino Giles. Durante un turno di lavoro, Eliza e Zelda vengono incaricate di ripulire un laboratorio all’interno del quale si trova una strana creatura umanoide catturata in Amazzonia, dove veniva venerata come un dio. Fin da subito risulta evidente l’interesse che la creatura scatena in Eliza, tant’è che tra i due nasce una dolce amicizia a colpi di uova sode, linguaggio dei segni e musica.

Grazie alle due ore di pellicola a disposizione, lo spettatore si immerge letteralmente nel piccolissimo mondo di Eliza, formato dal suo lavoro come addetta alle pulizie e dai suoi due unici amici, Zelda e Giles. Ci vogliono davvero poche scene per rendersi conto che Eliza non è come gli altri e che il suo essere muta (le è stata asportata la laringe in tenera età) la condiziona e non poco. Fortunatamente però, per ogni cosa che ci viene tolta, arriva nella nostra vita qualcosa di migliore, rappresentata in questo caso dalla creatura umanoide con cui Eliza si sente subito in sintonia e stringe amicizia.
Non è immediato il tuffo nell’universo fantastico e a tratti grottesco disegnato da Guillermo del Toro, da sempre amante dei mostri e delle storie che riescono ad impaurire e incantare allo stesso tempo, ma ne vale la pena perché, al di là dell’elemento fantasy rappresentato dalla creatura umanoide, ci si trova di fronte ad una storia che, anche se non proprio ordinaria, è ricca di dolcezza in ogni sua forma.

Personalmente, non sono rimasta pienamente affascinata dal film, ma posso comunque dire senza problemi che mi è piaciuto parecchio. L’unica cosa che non ho apprezzato è stato il risvolto fisico della relazione tra Eliza e la creatura umanoide. Avrei preferito che i sentimenti trattati rimanessero sul platonico, anziché svilupparsi in maniera alquanto improbabile a livello fisico. Ma, alla fine dei conti, siamo in un fantasy e tutto è concesso.

Voto: ★★★ e ½

Citazione #15

“La chiave per vivere una bella vita non è sbattersi di più; è sbattersi di meno, sbattersi solo per quello che è vero e immediato e importante.”

La sottile arte di fare quello che c***o ti pare, Mark Manson

Recensione | Doctor Strange

Titolo: Doctor Strange
Regia: Scott Derrickson
Anno: 2016
Genere: Azione, fantastico, avventura
Cast: Benedict Cumberbatch, Chiwetel Ejiofor, Rachel McAdams, Benedict Wong, Michael Stuhlbarg, Benjamin Bratt, Scott Adkins, Mads Mikkelsen, Tilda Swinton
Trama: Doctor Strange racconta la storia del neurochirurgo di fama mondiale Stephen Strange, la cui vita cambia per sempre dopo che un terribile incidente automobilistico lo priva dell’uso delle mani. Quando la medicina tradizionale si dimostra incapace di guarirlo, Strange è costretto cercare una cura in un luogo inaspettato: una misteriosa enclave nota come Kamar-Taj. Scoprirà presto che non si tratta soltanto di un luogo di guarigione ma della prima linea di una battaglia contro invisibili forze oscure decise a distruggere la nostra realtà. Presto, Strange imparerà a padroneggiare la magia e sarà costretto a scegliere se fare ritorno alla sua vita agiata o abbandonare tutto per difendere il mondo e diventare il più potente stregone vivente.

Recensione:
Stephen Strange è un neurochirurgo di fama mondiale e una delle persone più odiose al mondo. Egocentrico, pieno di sé e convinto di essere il migliore in ogni cosa che fa, si vede il mondo cadere addosso nel momento in cui rimane coinvolto in un incidente d’auto e i nervi delle sue mani, quelle con cui si è costruito la carriera, rimangono gravemente danneggiati. Tra lunghi periodi di degenza e sette interventi chirurgici per riacquistare l’utilizzo delle mani, finisce per imbattersi nella storia di un uomo di nome Pangborn, un paraplegico che è misteriosamente in grado di camminare. Ed è lui ad indirizzarlo verso Kamar-Taj, il luogo che lo ha aiutato nel suo processo di guarigione.
Senza avere ormai più nulla da perdere, Stephen Strange parte per Kamar-Taj dove, attraverso gli insegnamenti dell’Antico, un potente stregone immortale che insegna le arti mistiche ai suoi allievi, viene a conoscenza del mondo della magia e delle dimensioni alternative e impara ad averne a che fare, nonostante l’iniziale diffidenza.

Come già detto in apertura, Stephen Strange è una delle persone più odiose al mondo. Eppure, non ho potuto provare empatia per lui nel momento in cui perde l’uso delle mani e il mondo gli crolla totalmente addosso. Insomma, immaginate per un momento di perdere la cosa più importante della vostra vita, quella con cui vi identificate di più e che fa di voi ciò che siete… Ecco, come vi sentireste? È questo ciò che ha scatenato in me la visione della prima parte del film, nonostante lui fosse ancora la stessa persona dell’inizio.
È l’arrivo a Kamar-Taj a cambiarlo nel profondo, nel momento in cui acconsente di farsi insegnare a padroneggiare la magia. Si trova infatti costretto a mettere da parte il suo ego e la sua avversione nei confronti della spiritualità (dopotutto è sempre un medico, come biasimarlo) se vuole aprire un portale per tornare indietro dopo che l’Antico l’aveva portato con sé sull’Everest e non rischiare di morire per assideramento. E ci riesce diventando, da quel momento in avanti, Doctor Strange a tutti gli effetti.

Voto: ★★★★ e ½

Teaser Tuesday #08 | Canto di Natale di Charles Dickens

teaser2btuesday

Nuovo appuntamento (anche se con un giorno di ritardo) con il Teaser Tuesday, la rubrica ideata dal blog Should Be Reading che consiste nel postare uno spezzone (teaser) del libro che si sta leggendo.

Si compone di alcune semplici regole:

  • Prendi il libro che stai leggendo
  • Aprilo su una pagina a caso
  • Condividi un piccolo spezzone di quella pagina
  • ATTENZIONE A NON INCLUDERE SPOILER! (Assicurati che quello che condividi non sia troppo, non vorrai di certo rovinare il libro agli altri!)
  • Condividi il titolo e l’autore, in modo che gli altri partecipanti alla rubrica, se interessati, possano aggiungere il libro alla loro lista di libri da leggere

Nonostante fossi convinta di metterci molto meno tempo, vista la brevità del libro, è da circa una settimana che sto leggendo Canto di Natale di Charles Dickens, anche se non siamo proprio nel periodo più adatto per farlo.

Ecco a voi il mio teaser:

Fu una sorpresa per Scrooge che ancora aveva nelle orecchie l’urlo della tempesta e pensava a quanto di grandioso ci fosse in un tale viaggio attraverso la notte e la solitudine, al di sopra di insondabili abissi, dalle profondità misteriose come la morte; fu una grande sorpresa per Scrooge così assorto nelle sue meditazioni, sentire bruscamente un allegro scoppio di risa; ma fu una sorpresa ancora più grande della di accorgersi che lo scoppio di risa veniva da suo nipote, e di trovarsi in una stanza molto ben illuminata, calda e gaia, di fianco allo spirito che sorrideva guardando il nipote con un’aria dolce e benevola.


Sentitevi pure liberi di commentare questo post con un link al vostro Teaser Tuesday, oppure con un teaser del libro che state attualmente leggendo (in caso non abbiate un blog vostro).

Alla prossima!

Recensione | Wonder

Titolo: Wonder
Autore: R.J. Palacio
Pagine: 288
Editore: Giunti
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Trama: È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi si siederà di fianco a lui nella mensa? Chi lo guarderà dritto negli occhi? E chi lo scruterà di nascosto facendo battute? Chi farà di tutto per non essere seduto vicino a lui? Chi sarà suo amico? Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l’anno scolastico che finirà in modo trionfante per lui. Il racconto di un bambino che trova il suo ruolo nel mondo. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni.

Recensione:
Dopo aver passato i primi dieci anni della sua vita diviso tra casa ed ospedale per via della deformazione facciale che lo accompagna fin da quanto è nato, per Auggie è giunto il momento di compiere i primi passi da solo nel mondo. E quale modo migliore per farlo se non cominciare col frequentare una vera scuola al posto delle lezioni casalinghe della mamma, che tra l’altro non se la cava nemmeno così bene nello spiegare come funzionano le frazioni? Inizialmente, Auggie non risponde bene alla decisione dei suoi genitori di mandarlo a scuola ma, dopo aver conosciuto Jack, Julian e Charlotte, ci ripensa ed accetta. Inizia così un anno ricco di sfide per Auggie, in grado di farlo crescere, maturare e fargli capire com’è davvero il mondo al di fuori del dolce e confortante nido familiare.

Il libro è diviso in otto parti, ognuna delle viene è raccontata da un personaggio diverso della storia ed introdotta da una canzone o da una citazione. Ho apprezzato molto questa volontà di dividere la storia perché, se da una parte è vero che vivere con una deformazione facciale non è facile, è anche vero che nemmeno vivere a stretto contatto con una situazione del genere lo è. Questo emerge bene soprattutto nella parte di libro di Via, la sorella di Auggie, fin da sempre abituata ad essere messa in secondo piano dai genitori a causa dei problemi ben più gravi del fratello.

La lettura non è assolutamente complicata, anzi. L’età dei personaggi attraverso cui viene filtrata la storia va infatti dagli undici ai quattordici anni e mettere in bocca parole troppo mature a personaggi così giovani non avrebbe avuto alcun senso logico. Le pagine scorrono velocemente, nonostante la formattazione della versione cartacea non sia delle migliori. Più e più volte infatti, durante la lettura, dovevo fermarmi per far riposare gli occhi almeno per un attimo prima di proseguire.

Dal libro è stato tratto un film dal titolo omonimo, con protagonisti Jacob Tremblay, Julia Roberts e Owen Wilson.

Voto: ★★★ e ½

Recensione | Thor: Ragnarok

Titolo: Thor: Ragnarok
Regia: Taika Waititi
Anno: 2017
Genere: Azione, fantastico, avventura, fantascienza
Cast: Chris Hemsworth, Tom Hiddleston, Cate Blanchett, Idris Elba, Jeff Goldblum, Tessa Thompson, Karl Urban, Mark Ruffalo, Anthony Hopkins
Trama
: Per intervenire a difesa del pianeta Terra e dei suoi abitanti, il vanaglorioso principe di Asgard Thor ha messo da parte i nobili natali, la discendenza aliena e i conflitti familiari con Loki, atterrando puntualmente con un tonfo al fianco dei colleghi Avengers tutte le volte che ce n’è stato bisogno. Dopo averlo visto sfidare i componenti più forti della squadra a sollevare il leggendario Mjöllnir, e gongolare nella consapevolezza di essere il solo degno di brandirlo, un potente nemico in gonnella si fa avanti per raccogliere la sfida e disintegra il martello sotto gli increduli occhi del proprietario. La perfida Hela, tornata in libertà dopo millenni di prigionia, minaccia di scatenare la sua ira sul regno di Odino, e l’unico guerriero in grado di fermarla e scongiurare il Ragnarok è disarmato e imprigionato dall’altra parte dell’universo. Indebolito dallo scontro con Hela, Thor è finito nelle mani del Gran Maestro, un avido burattinaio il cui passatempo preferito è far duellare forme di vita inferiori dentro un’arena intergalattica. Ma l’avversario che la sorte riserva al dio del tuono è una vecchia conoscenza, lo scienziato Bruce Banner, nella versione più grossa e arrabbiata. Dopo qualche scaramuccia ai fini dello spettacolo, il “collega di lavoro” Hulk si rivelerà un alleato prezioso per salvare dalla distruzione l’intera civiltà asgardiana.

Recensione:
Nella speranza di recuperate tutti i film del Marvel Cinematic Universe in vista dell’uscita, prevista per aprile, di Avengers: Infinity War, la scorsa notte ho deciso di guardare finalmente Thor: Ragnarok, uscito in Italia lo scorso novembre. Premettendo che non sono amante di Thor, che ho sempre reputato troppo montato e troppo viziato per i miei gusti (#TeamLoki e scusate se è poco), il film mi è davvero piaciuto e non mi ha annoiata nemmeno per un istante, riuscendo sempre e comunque a catturare la mia attenzione.

La storia si apre con Thor che racconta di come, nei due anni successivi agli avvenimenti di Avengers: Age of Ultron, non abbia fatto altre che andare alla ricerca delle Gemme dell’Infinito, finché non è caduto prigioniero del demone Surtur. Da quest’ultimo, Thor scopre che suo padre Odino non è più ad Asgard e che sta per scatenarsi Ragnarok, ovvero la distruzione di Asgard: basta infatti che Surtur unisca la sua corona con la Fiamma Eterna che si trova al di sotto di Asgard per imboccare una strada senza ritorno. Ed il buon Thor, da amante della patria qual è, sconfigge Surtur, nella convinzione di aver salvato Asgard da morte certa.
Thor torna ad Asgard e scopre che Loki è vivo e finge di essere Odino. Lo convince quindi ad andare sulla Terra alla ricerca del padre, che rintracciano in Norvegia grazie all’aiuto di Dottor Strange. Trovato Odino, i due fratelli vengono a conoscenza di come il padre sia prossimo alla morte e che quest’ultima libererà dalla sua prigione loro sorella Hela, la Dea della Morte. Odino muore, Hela è libera e distrugge il Mjolnir prima di reclamare il trono di Asgard e scaraventare i due fratelli nello spazio.

Quanto appena detto è ciò che accade all’incirca nei primi quaranta minuti di film, che in totale ha una durata di due ore e dieci minuti. Ciò che succede nella restante parte non ve la svelo, altrimenti che gusto ci sarebbe a guardarlo? Sappiate solo che è un film davvero ben fatto, sia a livello di effetti speciali che a livello di trama. Si scopre finalmente dove sia finito Hulk, grande assente in Captain America: Civil War, e vengono introdotti nuovi personaggi che spero di rivedere in futuro. A parere mio (ma anche di quello della critica) è il film meglio riuscito della trilogia di Thor, contornato da un’ottima interpretazione da parte del cast e da tanto, tanto umorismo.

Voto: ★★★★★

WWW Wednesday | Febbraio 2018

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WWW Wednesday è una rubrica del mercoledì ideata dal blog Should Be Reading che ha lo scopo di riportare le letture concluse, le letture in corso e le letture future. Dare vita alla rubrica è davvero facile perché tutto quello da fare è rispondere a tre semplici domande:

  1. What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?
  2. What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?
  3. What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

What are you currently reading?

Risultati immagini per wonder copertina

Trama: È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi si siederà di fianco a lui nella mensa? Chi lo guarderà dritto negli occhi? E chi lo scruterà di nascosto facendo battute? Chi farà di tutto per non essere seduto vicino a lui? Chi sarà suo amico? Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l’anno scolastico che finirà in modo trionfante per lui. Il racconto di un bambino che trova il suo ruolo nel mondo. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni.


What did you recently finish reading?

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Trama: Cosa succede quando finisce la favola, ma il viaggio continua? Il secondo libro della serie The Heart of All Worlds vede Sehrys e Brieden vivere pacificamente a Khryslee. Ma quando il Re Firae trasgredisce ad un antico e incantato patto attraversando il Confine a Villalu in cerca di un criminale condannato, Sehrys è costretto a ricoprire il ruolo per il quale era stato addestrato. Nel frattempo, Firae deve affidarsi al criminale che stava cercando per tornare a casa vivo, un uomo che sua madre ha esiliato tempo fa, che risveglia qualcosa nel suo cuore, qualcosa di più forte persino dei suoi doveri giurati come re. Mentre ogni uomo lotta per comprendere il proprio destino, la propria devozione e il proprio lascito, una verità più profonda e più urgente finisce per emergere: il loro mondo è molto più pericoloso di quanto credono ed ognuno di loro gioca un ruolo fondamentale nel suo destino.

Se volete saperne di più, vi rimando alla mia recensione.


What do you think you’ll read next?

Risultati immagini per la sottile arte di fare quello che c***o ti pare

Trama: Per decenni ci hanno ripetuto che il pensiero positivo è la chiave per avere una vita intensa e felice. «Fan***o la positività», afferma Mark Manson. «Cerchiamo di essere onesti, ogni tanto le cose non vanno come avremmo voluto, ma dobbiamo imparare ad accettarlo». L’autore, blogger seguitissimo, dice le cose come stanno: una dose di cruda, rinfrescante, pura verità. Il concetto sostenuto nel libro, avvalorato da studi accademici e arricchito da aneddoti di vita reali, è che migliorare la nostra vita non dipende dalla nostra capacità di affrontare con falsa positività le difficoltà che incontriamo, ma dall’imparare a riconoscerle. Una volta che abbracciamo le nostre paure, i difetti, le incertezze, possiamo cominciare a trovare il coraggio, la responsabilità, la curiosità, e il perdono che cerchiamo. La sottile arte di fare quello che c***o ti pare è uno schiaffo in faccia a chi non vede l’ora di risvegliarsi da un triste torpore e vivere secondo le proprie aspirazioni.