Libri · Recensioni

Carry On

carry-onSimon Snow è un mago decisamente poco abile; non riesce a fare magie come dovrebbe e il potere di cui è in possesso è talmente tanto e talmente potente che il ragazzo non riesce né a controllarlo né ad incanalarlo nella giusta direzione, tant’è che, quando ci prova, finisce per esplodere. Allo stesso tempo, Simon Snow è anche conosciuto come il Prescelto, ovvero colui che dovrebbe essere in grado di sconfiggere il Tedio Insidioso, la più grande minaccia che assilla il mondo magico da ormai diversi anni. E, per tutto il libro, insieme a Penelope, Agatha e il suo improbabile compagno di stanza Baz, andrà alla ricerca di un modo per sconfiggerlo e liberare la comunità magica dai buchi di nulla che il Tedio crea, risucchiando tutta la magia presente in una determinata zona.

Sono venuta a conoscenza del libro per puro caso, leggendo una recensione proprio qui su WordPress. Non ricordo con esattezza di quale blog si trattasse, quindi mi scuso se non lo nomino esplicitamente in questo mio post. Dimenticanza a parte, durante la lettura di tale recensione, il libro mi è stato presentato come bello, interessante e capace di trattenere il lettore con gli occhi incollati alle pagine, ma devo ammettere di essere rimasta un po’ delusa. Mi spiego meglio: allora, il libro mi è piaciuto – altrimenti non l’avrei terminato – ma le mie aspettative hanno finito per dimostrarsi troppo alte rispetto a quello cui mi sono ritrovata davanti. L’utilizzo dei PoV in prima persona singolare e la narrazione in media res mi hanno reso difficile entrare nella storia, soprattutto nei primi capitoli. Mancavano ovviamente dei pezzi al puzzle completo degli eventi e più andavo avanti, più mi sentivo confusa e poco propensa ad andare avanti. Fortunatamente poi le vicende hanno ingranato e sono riuscita a continuare il libro senza più problemi.
Un’altra cosa che aveva attratto la mia attenzione, era la presenza di una storia d’amore tra due ragazzi. Sempre facendo riferimento alla stessa recensione, sembrava che la ship tra Baz e Simon fosse quasi il fulcro del libro mentre, invece, ho scoperto a mie spese che fa solo da cornice a tutto il resto. Non che insieme non siano carini o altro – quando Baz dice a Simon che guardarlo è come guardare il sole mi sono sciolta come un cubetto di ghiaccio sul termosifone acceso, awh – , ma vengono un po’ eclissati da tutte le altre vicende che accadono a loro e intorno a loro. Anche su questo versante mi aspettavo decisamente di più, lo confesso.

Mettendo da parte i punti che non mi hanno convinta del tutto – e che hanno influito abbastanza sul mio giudizio finale – , passo ora a ciò che invece promuovo: lo stile di scrittura e la trama. Per quanto riguarda il primo, fin dall’inizio della storia sono rimasta colpita positivamente dal modo in cui venivano raccontati i fatti… Due o tre frasi e tutto era lì, pronto a prendere forma propria nella mia mente. Non servivano lunghe descrizioni dei personaggi o dei luoghi, un paio di frasi erano più che sufficienti perché io riuscissi a figurarmi ogni singola cosa e trovo che questo, quando succede, sia sempre meraviglioso. Inoltre ho adorato la presenza di svariati incisi e puntualizzazioni, tutti quanti posti tra parentesi tonde, molti dei quali piuttosto sarcastici.
Discorso diverso invece per la trama. All’inizio del libro, tutto quello a cui riuscivo a pensare era “Non sembra altro che una copia uscita male di Harry Potter” e, come poi ho constatato su internet, non sono stata l’unica ad avere avuto questa impressione. Immagino che a questo punto vi stiate chiedendo perché reputo la trama un punto da promuovere e la verità è che sì, all’inizio sembra una copia uscita male di Harry Potter ma, andando avanti, si discosta sempre di più dalle vicende del maghetto inglese più famoso del mondo per diventare qualcosa che, alla fine, si è rivelato in grado di stupirmi e lasciarmi a bocca aperta. Mai e poi mai mi sarei immaginata la stretta connessione presente tra le varie parti della storia che vengono introdotte poco alla volta, pagina per pagina. Nel complesso, per com’era cominciato tutto, non mi sarei mai aspettata di arrivare a quel finale… Per questo reputo che la trama sia un punto a favore del libro.

Questo è quanto ho da dirvi di mio su Carry On di Rainbow Rowell. E sono certa che, prima o poi, leggerò anche altro di questa autrice – Fangirl in primis, dato che è nella mia lista di libri da leggere da anni, ormai.

VOTO: ★★★

Annunci

2 thoughts on “Carry On

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...