Libri · Recensioni

Cose che nessuno sa / Il rumore dei tuoi passi

Aggiornamento natalizio – perché a sto mondo non c’è più nemmeno il tempo per scrivere due stronzate su un blog – per parlarvi di due libri che ho letto ultimamente e che stanno all’esatto opposto nella mia classifica di gradimento. Detta in altri termini, vi parlerò di un libro che mi è piaciuto e di un libro che non mi è piaciuto. Semplice.

COSE CHE NESSUNO SA

image_bookSecondo libro pubblicato da Alessandro D’Avenia, a cui ho deciso di dare una seconda possibilità dopo la delusione avuta con Bianca come il latte, rossa come il sangue. E, onestamente, era molto meglio se questa seconda possibilità non gliela davo proprio. Chiariamoci: la trama di base non è nemmeno malvagia, ma i personaggi sono troppo piatti e senza spessore, ad eccezione della nonna che, tra l’altro SPOILER ALERT!, alla fine muore pure. Facciamo pure morire l’unico personaggio bello di tutta la storia, ovvio.

Altra cosa che proprio non mi è piaciuta, è l’eccessiva presenza di citazioni provenienti da altri grandi libri. Okay che abbiamo un professore – il quale ricorda in maniera terribilmente uguale e monotona quello di Bianca come il latte, rossa come il sangue – che campa di libri ed aria e si disseta di citazioni famose e non, ma così è eccessivo. La storia sarebbe di quattro pagine se non fosse per tutte le citazioni inserite nella narrazione.

Dopo questo, dubito che proverò a dare a D’Avenia altre occasioni per entrare nella lista degli scrittori che mi piacciono.

VOTO: ★★


IL RUMORE DEI TUOI PASSI

RumoreTuoiPassi.inddSpesso e volentieri, mi è capitato di vedere sulla timeline di Facebook diversi post con frasi o veri e propri passaggi presi da questo libro di Valentina D’Urbano, che ho adorato. L’ho trovato travolgente fin dai primi capitoli e non importa se già dall’inizio si scopre come va a finire la storia, perché tutte le volte che prendevo l’ebook – se c’è qualcuno che è per il partito “carteceo tutta la vita” mi perdoni, ma se non trovavo una soluzione a quest’ora non avrei più una camera da letto – in mano per continuare la mia lettura, mi era difficilissimo staccarmi per fare altro.

Il continuo tira e molla tra Beatrice ed Alfredo mi ha riscucchiata nel suo vortice, così come sono stata risucchiata dal modo di scrivere dell’autrice: diretto, a tratti nudo e crudo – ma non eccessivo – , senza troppi giri di parole o metafore. Leggevo una frase e non mi era assolutamente difficile immaginare una mia versione di quello che l’autrice aveva in testa al momento della stesura. E questa, per me, è una cosa bellissima.

Non saprei se consigliarlo o meno, perché durante la lettura mi ha dato l’impressione di essere uno di quei libri che o lo si ama o lo si odia, senza mezze misure. Per certi aspetti mi ha ricordato i libri della Mazzantini quindi, se sono piaciuti quelli, anche questo piacerà sicuramente. Se invece siete facilmente impressionabili oppure storcete il naso di fronte a descrizioni fini come la cartavetrata, lasciate perdere perché senza dubbio non è il vostro genere.

VOTO: ★★★★

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