Musica · Recensioni

Get Weird

Nuovo album della settimana *rullo di tamburi*Get Weird delle Little Mix. Anche l’annuncio di questo nuovo lavoro, così come quello dei 5 Seconds of Summer (se volete sapere cosa ne penso andate qui), non mi aveva entusiasmato più di tanto, soprattutto perché l’album precedente non rientrava proprio tra i miei preferiti, anzi. Ero molto scettica sulla sua uscita, considerando che del precedente salvavo pochi pezzi, ma mi sono dovuta ricredere e sono molto felice del fatto che le Little Mix si siano prese tutto il tempo necessario per tirare fuori un album come questo.

Black Magic, prima traccia e primo singolo estratto, non mi ha convinto subito. Ci sono voluti parecchi ascolti e qualche presa in giro – di cui non parlerò qui – per farmela piacere. Ora non riesco a non ballare quando la sento e, se per caso mi sveglio canticchiandola, me la porto dietro per tutto il giorno. Per compensare, odio il videoclip che lo accompagna. Ha degli effetti speciali molto anni ’90, che trovo orrendi, e nemmeno la sua storyline mi entusiasma.

Seconda traccia e secondo singolo è Love Me Like You. Tralasciando il titolo, molto simile ad un’altra canzone che abbiamo sentito e risentito per tutta la prima metà dell’anno – mossa strategica per farsi una sorta di pubblicità? Chi lo sa – , anche per questa mi ci è voluto più di qualche ascolto per farmela andare a genio. No, non è vero LOL alla seconda riproduzione già la canticchiavo perché è terribilmente bubblegum. Anche qui abbiamo un video, che preferisco di gran lunga rispetto a quello di Black Magic, anche se le espressioni da Madonna Addolorata di Perrie non riesco proprio a sostenerle, mi fanno venire l’orticaria.

Weird People l’ho adorata fin dal primo ascolto. Mi fa venire voglia di ballare, fregandomene di tutto il resto perché “I ain’t doing nothing wrong, baby, I’m just feeling myself”. Adoro terribilmente le voci di tutte e quattro in questa canzone che sa vagamente di anni ’80.

Uno dei miei pezzi preferiti dell’album è senza dubbio Secret Love Song. Ballata intensa che mi ha fatto emozionare fin dalle prime note. Anche in questo caso, le voci di tutte e quattro le si adattano perfettamente alla canzone e la collaborazione con Jason Derulo – artista che mi piace ma che non ho mai ascoltato seriamente – è la ciliegina sulla torta, perché anche la sua voce si adatta al meglio. Trovo bello anche il testo, con un ritornello molto struggente.

Altra canzone che adoro è Hair. Sarà per quel “cause he was just a dick – parola che non viene detta, ma viene coperta dal rumore del registratore di cassa, o forse un campanello, devo ancora capirlo – and I knew it” o per le speculazioni che ci hanno fatto sopra riguardo la fine degli Zerrie, ma la adoro. E poi, anche se la cosa fosse stata fatta di proposito, l’adorerei lo stesso perché le frecciatine che si tira la gente mi entusiasmano da morire. Inoltre, nel testo è racchiuso anche qualche bel consiglio come “and when you see him in the club, just flip your hair, don’t show him any love cause you’ve had enough” che fa sempre bene ricordarsi in caso di rotture o bidoni da parte di qualche ipotetico ragazzo.

Grown l’avevo sentita in anteprima la sera del 22 settembre, durante l’Apple Music Festival e ricordo di essere rimasta molto contenta di questa cosa, perché non tutti i cantanti/tutte le band che seguo fanno sentire pezzi in anteprima durante i propri live. Anzi, non lo fa quasi nessuno a dire il vero. Anche questa canzone mi fa venire voglia di ballare – sono poche le canzoni delle Little Mix che non innescano questa reazione in me, molto poche – e trovo simpatico sia il testo che la musica. Perfetta da dedicare a qualcuno che faceva parte della nostra vita e che, per qualche motivo, si è allontanato– magari facendovi soffrire come un cane – e che ora pretende di ritornarci a tutti i costi, come se voi foste lì a braccia aperte per loro, pronte a riprenderli insietro. Spiacente ma “can’t get with me, now I’m grown”. #SorryNotSorry.

Sia I Love You che OMG sono canzoni che non mi dicono nulla di particolare. Preferisco decisamente la seconda alla prima e credo che saranno quelle che salterò più spesso durante l’ascolto dell’album.

Un’altra delle mie canzoni preferite dell’album è Lightning. Anche questa mi ha catturato subito fin dal primo ascolto, forse per il contrasto creato dalle voci e dalla base per la maggior parte tutta elettronica, quasi dubstep.

A.D.I.D.A.S. la trovo terribilmente carina. Il titolo non è altro che l’anagramma di All day I dream about sex with you e, nonostante il tema trattato, non risulta per niente volgare, anzi. È terribilmente divertente. Paragoni su paragoni, che non stuccano e lasciano trapelare il vero significato di ogni verso. Poi boh, io ho un debole per le canzoni che parlano di sesso, quindi qui sono particolarmente di parte.

La pecora nera dell’album – perché io ne ho sempre almeno una per ogni album – , qui è senza dubbio Love Me Or Leave Me. Penso che sia troppo in tutto e non in senso positivo. Troppi fronzoli da parte di tutte e quattro, che la rendono troppo ridondante per i miei gusti. Non mi va a genio nemmeno il loro continuo stimbrare – termine tecnico, che indica la perdita del timbro della voce – sulle note più acute, tanto che risulta quasi complicato capire ad orecchio chi sia a cantare.

The End è un piccolo capolavoro. Completamente acappella, perché le Little Mix sono uno dei pochi gruppi vocali che al momento se lo possono permettere – hanno una capacità di armonizzare di cui sarò per sempre invidiosissima –, ha l’unico difetto di durare troppo poco. Meno male che esiste l’opzione per la riproduzione in loop.

Non mi dice molto nemmeno I Won’t. Bel testo e bel ritmo, scandito alla meglio dalla grancassa della batteria, ma trovo che le due cose centrino poco l’una con l’altra.

Altra perla dell’album è Secret Love Song, Pt. II. Non è altro che la sorella di Secret Love Song di cui ho già parlato diversi paragrafi più in alto, con qualche cambiamento nel testo e nella divisione del cantato, dato che figurano le loro quattro voci ma non quella di Derulo. La trovo molto più sentita ed intima della sorella, così come trovo che descriva palesemente una relazione omosessuale che non viene accettata e per questo le due persone coinvolte devono nasconderla al mondo intero.

Chitarra e voci per il penultimo pezzo dell’album, ovvero Clued Up. Un invito, quasi un inno, a “make the best of what you have” perché “sometimes it’s beauty, sometimes it’s pain, sometimes it’s sunshine, and sometimes it’s rain”. Lasciare che la vita faccia il suo corso e prendere da lei quello che ci offre, senza però dimenticarci chi siamo e cosa vogliamo.

Chiude l’album The Beginning, altro pezzo acappella. Parla ovviamente di loro quattro – “They turned us strangers into closest friends” – e della loro storia come gruppo, concludendo l’album con un ‘stiamo andando lontano, ma è solo l’inizio’.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...